Quanto costa un ecommerce nel 2026: fasce di mercato reali

Guide ai costi  · 8 min di lettura
Carrello in wireframe di luce con un nucleo luminoso al centro

“Quanto costa un ecommerce?” è la domanda sbagliata, o meglio: è mezza domanda. Quella intera è “quanto costa un ecommerce che vende?”. La differenza tra le due sta in tutte le voci che i preventivi non mostrano — e che questa guida mette in fila, con i numeri di mercato verificati.

Una premessa: qui non trovi il listino di DOGO. Trovi le fasce reali del mercato 2026, i costi ricorrenti veri e i costi nascosti, così arrivi a qualunque trattativa — con noi o con chiunque altro — sapendo leggere un preventivo.

Quanto costa un ecommerce nel 2026?

Da poche centinaia di euro l’anno a oltre 60.000 €, a seconda di chi lo costruisce e su cosa. Il mercato si divide in tre fasce, e la prima cosa da capire è in quale ti trovi:

  • Fai-da-te su piattaforma SaaS (Shopify, Wix, Squarespace): 300-1.500 € il primo anno tra canone, tema e qualche app. Costruisci tutto tu, con i limiti del caso.
  • Progetto professionale su piattaforma (Shopify o WooCommerce con agenzia o freelance): 3.000-15.000 € di sviluppo iniziale, più i ricorrenti. È la fascia dove si muove la maggior parte delle PMI italiane.
  • Soluzione custom o headless: da 15.000 a 60.000 € e oltre. Frontend su misura, catalogo e logiche progettate sul modello di business, prestazioni fuori scala rispetto ai template.

Le tre fasce non sono tre livelli di qualità: sono tre risposte a problemi diversi. Vediamole una per una.

Quanto costa un ecommerce su Shopify o piattaforma SaaS?

Il listino ufficiale Shopify parte da circa 24-32 € al mese per il piano Basic (il prezzo scende con la fatturazione annuale), sale a circa 69-92 € per il piano Grow e a circa 289-384 € per Advanced. Shopify Plus, la versione enterprise, parte da 2.300 dollari al mese.

Il canone però è solo l’ingresso. Al conto vanno aggiunti:

  • Commissioni di transazione. Se non usi Shopify Payments, Shopify trattiene una fee aggiuntiva su ogni vendita: circa 2% sul Basic, 1% sul Grow, 0,6% sull’Advanced. Sopra ci sono comunque le commissioni del gateway di pagamento.
  • Tema. I temi premium costano in genere 200-400 dollari una tantum. Quelli gratuiti funzionano, ma li riconosci a colpo d’occhio — e li riconoscono anche i tuoi clienti.
  • App. Recensioni, bundle, spedizioni avanzate, campi personalizzati: quasi tutto passa da app in abbonamento, tipicamente 10-50 dollari al mese ciascuna. Un negozio medio ne monta quattro o cinque, e la voce “app” finisce spesso per superare il canone del piano.

Il fai-da-te su Shopify è la porta d’ingresso più economica al commercio online. Il rovescio: il negozio vive in affitto, su un’infrastruttura che non possiedi, con margini di personalizzazione che finiscono dove finisce il tema.

Quanto costa un ecommerce con WooCommerce?

Il plugin è gratuito; il negozio no. WooCommerce gira su WordPress, quindi paghi tutto ciò che sta intorno: secondo il pricing ufficiale di WooCommerce, l’hosting per la maggior parte dei negozi costa 25-350 dollari al mese, e le estensioni ufficiali vanno da 29 a 299 dollari l’anno ciascuna.

Un WooCommerce fatto da soli, su hosting condiviso e con tema pronto, sta in 500-1.500 € l’anno. Un WooCommerce professionale è un’altra storia: la guida ai costi di sviluppo di Codeable — il marketplace di sviluppatori certificati WordPress — colloca lo sviluppo professionale in una forbice che parte da poche migliaia di dollari e supera facilmente i 15.000 per progetti con integrazioni e funzioni su misura, più 200-1.500 dollari l’anno di costi di piattaforma.

WooCommerce conviene quando vuoi la proprietà piena di codice e dati e hai esigenze che le piattaforme chiuse non coprono. Ma va detto senza sconti: la libertà di WordPress si paga in manutenzione. Aggiornamenti, compatibilità tra plugin, sicurezza, backup — o li gestisce qualcuno di mestiere, o prima o poi li gestisce un attacco.

Quando conviene un ecommerce custom o su misura?

Quando il tuo modello di vendita non rientra negli schemi che le piattaforme prevedono. È il confine più netto di tutta questa guida: finché vendi prodotti standard con varianti standard, una piattaforma ti serve bene. Quando il catalogo ha logiche proprie, la piattaforma inizia a lavorare contro.

Un esempio concreto dal nostro portfolio: Tempus Fugit, boutique di alta orologeria a Bologna. Ogni orologio è un pezzo unico: venduto una volta, non esiste ristampa. Serviva un ecommerce dove il prodotto venduto non sparisce ma resta in archivio come parte della collezione, un modulo con cui i collezionisti propongono i propri segnatempo all’atelier, e un’architettura pensata per portare traffico organico locale. Nessun tema Shopify prevede una logica del genere: forzarla dentro una piattaforma avrebbe significato pagare per combattere lo strumento.

Sul mercato, una soluzione custom o headless parte da circa 15.000 € e sale — anche molto — con la complessità di catalogo e integrazioni. In cambio elimina i canoni di piattaforma, abbatte i costi delle app (le funzioni sono nel codice, non in abbonamento) e produce prestazioni che i template non raggiungono. È l’approccio con cui costruiamo i nostri sistemi digitali: architettura performance-first, SEO scritta nel codice, proprietà completa di quello che paghi.

Quale soluzione costa quanto? La tabella di confronto

SoluzioneCosto inizialeCosti ricorrentiPer chi
SaaS fai-da-te (Shopify, Wix)0-500 € (tema, setup)300-1.500 €/anno + commissioni + appChi valida un’idea con catalogo standard e budget minimo
Shopify con agenzia/freelance3.000-10.000 €1.000-4.000 €/anno + commissioniPMI con catalogo classico che vuole partire presto e bene
WooCommerce professionale3.000-15.000 €800-3.000 €/anno (hosting, licenze, manutenzione)Chi vuole proprietà di codice e dati con esigenze intermedie
Custom / headless15.000-60.000 €+Manutenzione evolutiva, niente canoni piattaformaBrand con logiche di vendita proprie, cataloghi atipici, ambizioni SEO serie

Quali sono i costi ricorrenti veri di un negozio online?

Quattro voci, e nessuna è opzionale: canoni, commissioni, app e manutenzione. Chi calcola solo la prima si ritrova un budget sballato entro sei mesi.

Le commissioni di transazione sono la voce più sottovalutata perché non arrivano mai come fattura: spariscono dal margine, ordine dopo ordine. In Europa il listino Stripe applica 1,5% + 0,25 € per le carte standard dell’area economica europea, che salgono a 1,9% per le carte premium e al 3,25% per le carte extra-EEA. PayPal e gli altri gateway viaggiano su ordini di grandezza simili o superiori. Su 100.000 € di venduto annuo, sono 1.500-3.000 € che escono prima ancora di contare i costi del negozio.

I canoni e le app li abbiamo visti: su piattaforma SaaS crescono con il negozio, perché ogni funzione nuova è un abbonamento nuovo. La manutenzione vale il discorso opposto: su WooCommerce e sul custom è una voce esplicita (aggiornamenti, sicurezza, evolutive), sulle piattaforme è inclusa nel canone. Non sparisce mai: cambia solo la riga del bilancio in cui si nasconde.

Quali costi nessuno mette in preventivo?

Quelli che trasformano un sito con un carrello in un negozio che vende. Sono quattro, e insieme valgono spesso quanto lo sviluppo:

  1. I contenuti. Descrizioni prodotto scritte per rispondere alle ricerche vere, pagine categoria che non siano griglie mute, testi che vendono al posto del commesso che online non c’è. Un catalogo da 100 prodotti descritti seriamente è un lavoro da settimane, non da copia-incolla dal fornitore — e le descrizioni fotocopiate dai listini sono contenuto duplicato che Google ignora.
  2. Le foto prodotto. Nessuno compra quello che non vede bene. Uno shooting professionale per un catalogo medio costa da diverse centinaia a qualche migliaio di euro. È la voce che i preventivi omettono più spesso e quella con l’impatto più diretto sul tasso di conversione.
  3. La logistica dei dati. Caricare prodotti, varianti, taglie, giacenze, prezzi; collegare il gestionale; tenere allineato il magazzino fisico con quello online. Su cataloghi reali sono giornate di lavoro strutturato, prima del lancio e per sempre dopo.
  4. La SEO. Un ecommerce senza traffico organico vive di pubblicità a pagamento: appena spegni le campagne, spegni il fatturato. Architettura delle categorie, structured data di prodotto, contenuti che intercettano le ricerche: o entrano nel progetto dal primo giorno, o si pagano dopo — a prezzo pieno, con il sito da rimettere in discussione.

Se ti stai chiedendo come queste voci si comportino su un sito senza carrello, vale la stessa logica: l’abbiamo mappata nella guida su quanto costa un sito web professionale.

Come si decide quanto investire in un ecommerce?

Partendo dal modello di vendita, non dal budget. Le domande giuste, in ordine: cosa vendi e con quali logiche? Quanto margine lasci per le commissioni? Chi produce contenuti e foto? Da dove arriverà il traffico? Le risposte dicono da sole se ti serve una piattaforma, un WooCommerce ben fatto o una soluzione su misura — e il budget diventa una conseguenza, non un punto di partenza.

La regola pratica: se il tuo catalogo è standard, parti da una piattaforma e investi la differenza in contenuti e fotografia. Se il tuo modello di vendita è il tuo vantaggio competitivo — come i pezzi unici di Tempus Fugit — costruire su misura non è un lusso: è l’unico modo per non pagare, ogni mese, una piattaforma che rema contro.

Se vuoi capire in quale fascia cade il tuo progetto e quanto costerebbe davvero — voci nascoste incluse — prenota una call: trenta minuti per mettere i numeri in fila prima di firmare qualunque preventivo.

Domande frequenti

Quanto costa aprire un ecommerce da zero?
Da circa 300-500 € l'anno se lo costruisci da solo su una piattaforma SaaS, a 3.000-15.000 € per un progetto professionale su WooCommerce o Shopify, fino a 15.000-60.000 € e oltre per una soluzione su misura. Il costo dipende da catalogo, integrazioni e ambizioni.
Quanto costa mantenere un negozio online ogni anno?
Tra canone piattaforma, hosting, app, manutenzione e licenze, un ecommerce professionale costa in genere da 1.000 a 5.000 € l'anno, escluse le commissioni di transazione. Le soluzioni custom spostano la spesa dal canone alla manutenzione del codice.
Quanto incidono le commissioni di transazione?
In Europa un gateway come Stripe applica 1,5% + 0,25 € sulle carte standard EEA. Shopify aggiunge una fee dello 0,6-2% se non usi Shopify Payments. Su 100.000 € di venduto annuo parliamo di 1.500-3.000 € circa: una voce da mettere a budget da subito.
Meglio Shopify o WooCommerce per iniziare?
Shopify se vuoi partire in fretta con un catalogo standard e accetti canone e commissioni. WooCommerce se vuoi proprietà completa, hai esigenze particolari e qualcuno che gestisca hosting e aggiornamenti. Nessuno dei due conviene se il progetto richiede logiche che la piattaforma non prevede.
Quando ha senso un ecommerce su misura?
Quando il modello di vendita non rientra negli schemi delle piattaforme: pezzi unici, configuratori, cataloghi complessi, integrazioni con gestionali o logiche B2B. Il costo iniziale è più alto, ma elimina canoni, forzature e limiti che nel tempo costano di più.

Fonti

  1. Shopify — Piani e prezzi ufficiali
  2. WooCommerce — Pricing ufficiale: hosting ed estensioni
  3. Stripe — Commissioni per l'Italia e l'area economica europea
  4. Codeable — WooCommerce Development Costs: 2026 Budget Guide

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